20 settembre 2009 7 20 /09 /settembre /2009 13:27

Dio dovrebbe essere di tutti, nello spazio e nel tempo, come pure la sua conoscenza ontologica attraverso la Bibbia. Anche se pare non essere la priorità del Sacro Testo, il cui linguaggio evidenzia una comunicazione faticosa, arcaicità delle categorie e abbondanza di contraddizioni autoconfinandosi, per forza, temporalmente, malgrado l’onnipresenza di chi, per difenderne la causa, afferma recisamente il contrario.


L’assolutezza del messaggio dovrebbe prescindere dal momento scelto per le diverse forme usate al suo perfezionamento; la consegna delle tavole della legge in un certo momento storico (se questo è avvenuto) e la comparsa del Figlio di Dio in una certa epoca (se mai è capitata) non deve e non può inficiare l’efficacia dell’informazione. Un messaggio di questo tipo implica che venga capito, che la comprensione da parte di tutti sia certa, nel tempo e nello spazio.


Invece, obiettivamente, la penetrazione delle Sacre Scritture perde il suo potere quando ci si allontana dal momento della loro compilazione richiedendo, per giunta, studiosi per la decriptazione quasi come se a scrivere quelle pagine fossero stati “esseri umani”, semplicemente, privi di alcun influsso divino, ignari dell’effetto che esse avrebbero avuto sulle generazioni.


Un tale insieme di pensieri, enigmatici, un po’ metafore ed un po’ no, un po’ universali ed un po’ strettamente contestuali, sulla cui interpretazione, simbolica o reale, sono quasi mai d’accordo gli specialisti, non può essere invocato come Parola di Dio; la Ragione non lo accetta.


Da uno spirito onnipotente (ma anche da molto meno) ci si sarebbe aspettato qualcosa di più, un’attenzione maggiore all’esposizione, più trasparenza ed universalità, una forma imperitura e non anacronistica, come in realtà è; in fondo, stiamo parlando del Codice di Dio, della Legge dell’Uomo.


E la Chiesa sa bene come stanno le cose, ma non si pronuncia, sorvolando su una questione importante, continuando a professare ciò di cui non ha prova, preferendo mantenere le credenze anzi, alimentandole, quando possibile, con la diffusione di fatti prodigiosi, commettendo multiplo peccato mortale.


Già Erasmo da Rotterdam, nel suo "Elogio della pazzia", sosteneva "Ma non crediate già che simili racconti (miracoli e prodigi, ndr) si facciano solo per ingannare le ore di noia; sono essi diventati nella bocca de' monaci e de' predicatori un mezzo di trar profitto dalla credulità popolare."


E ancora molti sono gli esempi, in cui il ruolo protagonista è giocato abbondantemente dalle Case editrici che, come la Editrice Comunità di Adrano (Ct), per fare un solo esempio, non si imbarazzano nel pubblicare libri come “L'aldilà stupenda realtà” di Padre Gnarocas N.I. o “Certezze su Gesù” di Padre Idelbrando A. Santangelo, oltre a decine di altri scritti, scaricabili dal sito www.preghiereagesuemaria.it, che rappresentano significativi momenti di farneticazione, ai limiti con l’indecenza, permessi dalla Chiesa, a scapito degli indifesi.


Padre Gnarocas, ad esempio, nella Parte IV di “L'aldilà stupenda realtà” descrive con dovizia di particolari, e con assoluta certezza del risultato, i “Mezzi per conseguire il paradiso”, fatto che neanche i Vangeli accreditati dichiarano con tale precisione:


1) “evitare il peccato grave”;


2) “i Nove Primi Venerdì del mese”; cioè fare la Comunione il Primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi (promessa fatta direttamente da Gesù a Margherita Maria Alacoque, introdotta da Papa Benedetto XV nella Bolla Apostolica, con la quale veniva dichiarata Santa);


3) “fare i Cinque Primi Sabati del mese”; cioè tutti coloro che nel Primo Sabato di cinque mesi consecutivi si confessano, si comunicano, recitano il rosario, e mi fanno compagnia (alla Madonna, ndr) per un quarto d'ora meditando sui misteri del rosario con l'intenzione di offrirmi un atto di riparazione (promessa fatta direttamente da Maria di Fatima a Lucia);


4) “recita giornaliera di Tre Ave Maria” (promessa fatta direttamente dalla Madonna a Santa Matilde);


5) “conoscenza del Catechismo”.


In questo modo, anche chi è più favorevole a credere, rischia di dubitare. Non è così che si racconta intelligentemente il divino, anzi si alimenta proprio il sospetto di una storia inventata; se dio fosse vero, infatti, non sarebbe necessaria alcuna opera di convincimento, tantomeno delegando alla Fede o a certe trovate.


Ma è comprensibile il loro utilizzo; infatti, non c’è documento, tra quelli disponibili, prodotti ufficialmente dalla Chiesa, in grado, sotto il profilo logico, scientifico, razionale, filosofico, fisico, chimico, antropologico, sociologico, letterario, filologico, biologico, medico, etologico, etnologico, astronomico, di convincere seriamente, con tutta l’obiettività di cui si può disporre, sull’esistenza di un dio creatore.


E a chi sostiene che il raziocinio non c’entri con il trascendente rispondo che offende Dio e noi: il primo, perchè mi aspetto voglia esserlo anche di chi ragiona, e noi perchè ci vuol ben altro perchè si creda a qualcosa solo sulla parola di qualcuno (cui prodest scèlsus is fecit).


"Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (1 Tim. 2,4) e lo stesso papa Benedetto XVI nella lezione di Ratisbona ha dichiarato che "Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio" e "Agire contro la ragione è in contraddizione con la natura di Dio".


La Ragione, o buon senso, è la guida fondamentale per l’Uomo. E’ la sua capacità di distinguere il vero dal falso e deve continuare ad adoperarla affinché possa essere in grado di prendere le sue decisioni liberamente, senza il consunto spauracchio della pena eterna.


(heidi)

 

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Published by Maurizio Fiumara - in RIFLESSIONI
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commenti

betamax 01/08/2011 23:41



L'antico testamento è un bel libro di favole da leggere, anche se, a volte è un pò pesantuccio. Diciamo che non lo leggerei a mio figlio.
Per quanto riguarda il nuovo testamento, quella è la storia del primo "sessantottino" della storia, una sorta di raccolta peace and love dell'anno 0.



carlobonomi 01/08/2011 14:02



Il libro è il frutto della produzione della letteratura religiosa ebraica prima e della chiesa apostolica poi, in quanto
testo prettamente umano la sua natura divina è inesistente. Sebbene i contenuti morali possano essere validi in parte, appare chiara la sua natura di prodotto dell'umanità e non di una
divinità. 
Dio non ci comunica nessuna verità, perchè dio non esiste.



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che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e financo che vedo, 

inabissato nell’infinita immensità degli spazi che ignoro e che m’ignorano, 

io mi spavento e stupisco di trovarmi qui piuttosto che là, non essendoci 

nessuna ragione perchè sia qui piuttosto che là, oggi piuttosto che domani. 

Chi mi ci ha messo? Per ordine e per opera di chi questo luogo e questo 

tempo furon destinati a me?"


(da Pensieri, Blaise Pascal)

 

 

 

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Ma se i buoi, i cavalli e i leoni avessero mani o potessero dipingere e compiere quelle opere che gli uomini compiono cone le mani i cavalli dipingerebbero immagini degli Dèi simili ai cavalli, i buoi simili ai buoi, e plasmerebbero i corpi degli degli Dei simili all'aspetto che ha ciascuno di essi.                                 (Senofane)

 

Non cesseremo di esplorare 
E alla fine di tutto il nostro esplorare 
Arriveremo al punto di partenza 
E conosceremo il luogo per la prima volta.

                               (Little Gidding di T.S.Eliot)

 

 

Ho attraversato i continenti 
Per vedere il più alto dei mondi 
Ho speso una fortuna
Per navigare sui sette mari
E non avevo avuto il tempo di notare 
A due passi dalla porta di casa 
Una goccia di rugiada su un filo d’erba.

                                    (Rabindranath Tagore)

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