19 aprile 2010 1 19 /04 /aprile /2010 12:50

Stiamo assistendo ad un m(e)mento delicatissimo nella storia della Chiesa. Una resa dei conti (e dei monsignori) non così accidentale, visto che la saggezza popolare insegna che prima o poi “tutti i nodi vengono al pettine”, “la verità viene sempre a galla”, “le bugie hanno le gambe corte”, “chi semina vento raccoglie tempesta”, “chi la fa l’aspetti”, e “tanto va la gatta al lardo…”, anche se all’ingordigia clericale, più che lo zampino felino è sfuggita la mano nodosa, con la quale ha dimostrato essere capace di tutto…

 

mentre il pensiero pensante universale si eleva, quello pensato della Chiesa regredisce in azioni die ‘hard’; mentre la riflessione dell’Uomo si dimena, quella della Chiesa è dormiente e monotona. Come le maniere, leziose, grevi, autoritarie, avulse che anelano di essere sostituite e la ripetizione dei rituali, imposti e misteriosi, che si rileggono come pantomima di un inganno generale mal celato, quindi offensivi e provocatori, per una comunità annoiata.

 

La Chiesa è ridondante. L’essere umano non l’ha mai reclamata, neanche dopo tanti secoli, anzi. Ma è stato convinto del contrario, pena un’alternativa angosciosa. Alcuni possono sentire la necessità di un dio trascendente, ma è altra storia, appartiene alle esigenze private.

 

L’Uomo non smette di ricercare lo spirituale, ma è nauseato dalle finzioni su cui Sanctae Romanae Ecclesiae ha costruito nei secoli la propria fama, sforzandosi di sopravvivere, ben conscia di farlo solo per se stessa, altro che per uno scopo katholikòs!

Così la pedofilia non è la magna quaestio, ma soltanto l’ultima goccia di un vaso la cui misura è colma da tempo.

 

La Chiesa non sbaglia perché alcuni suoi rappresentanti sono pedofili. La Chiesa sbaglia perché li protegge. Perché nasconde la/e verità, perché permette che reiterino l’azione, che diventa peccato solo se lo commettono gli altri. La Chiesa sbaglia perché persevera nelle sue prediche, ex catedra, alle quali è essa stessa a non confidare, in quanto sono offesa all’intelligenza umana, che dovrebbe essere dono di Dio. La Chiesa sbaglia perché professa i propri interessi, rifilandoli come Verità dogmatiche, sapendo di mentire. La Chiesa sbaglia perché è ipocrita e perseverante nell’ipocrisia, e non perché anch’essa qualche volta può cadere in errore poiché errare humanum est.

 

L’ostentazione, del lusso, del potere, del sesso, è sempre fastidiosa e volgare, deplorevole quando coinvolge un premier, ma addirittura intollerabile quando vede protagonista le sfere religiose.

 

Ed il sacro hortus conclusus è riuscito ad andare ben oltre, perchè mentre con una mano molesta i bambini con l’altra innalza il corpo di Cristo, mentre sodomizza il minore, o investe in traffici illegali pro domo sua, predica l’amore per il prossimo, arrogandosi la missione di educatore e di maestro della morale. Senza imbarazzi, timore di dio, ravvedimenti.

 

Non è la pedofilia clericale in sé che indispettisce, non essendo prerogativa della categoria, ma la saccenza intoccabile di un’istituzione Sacra per definizione.

 

Ma la ristretta cerchia di illuminati che lo rimarcano da tempo, emarginati e derisi dai credenti praticanti che si autoproclamano insidacabilmente “giusti”, vede estendere il proprio raggio: il dubbio che la Chiesa sia un’istituzione, perlomeno da ridimensionare e ristrutturare, sta persuadendo i credenti più moderati. Da molto tempo. Questa crisi non è un semplice incidente di percorso, ma il frutto di una consapevolezza universale che rileva e dichiara che le colpe vaticane non sono errori, ma consuetudini secolari.

 

E la dimensione del terremoto è talmente ponderosa ed imprevista che i vertici ecclesiali non riescono nemmeno ad ordinare le idee, peggiorando, se possibile, la questione, accostando i pedofili agli omosessuali, salvo fare un repentino, ma già anacronistico, passo indietro.

 

“I have a dream”: che la fetta buona di questo istituto e che i credenti sani (quasi sempre non praticanti), si rimbocchino le maniche e scendano in campo, in maniera determinata e definitiva. Questo è il loro momento: siano sorprendenti!

 

(heidi)


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Published by Maurizio Fiumara - in RIFLESSIONI
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io mi spavento e stupisco di trovarmi qui piuttosto che là, non essendoci 

nessuna ragione perchè sia qui piuttosto che là, oggi piuttosto che domani. 

Chi mi ci ha messo? Per ordine e per opera di chi questo luogo e questo 

tempo furon destinati a me?"


(da Pensieri, Blaise Pascal)

 

 

 

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Tutti gli uomini nascono aristotelici o platonici: le opinioni e le interpretazioni difficilmente interesseranno i primi, i fatti e le dimostrazioni non convinceranno mai i secondi.
(Conversazione a tavola di S.T. Coleridge).

 

Ma se i buoi, i cavalli e i leoni avessero mani o potessero dipingere e compiere quelle opere che gli uomini compiono cone le mani i cavalli dipingerebbero immagini degli Dèi simili ai cavalli, i buoi simili ai buoi, e plasmerebbero i corpi degli degli Dei simili all'aspetto che ha ciascuno di essi.                                 (Senofane)

 

Non cesseremo di esplorare 
E alla fine di tutto il nostro esplorare 
Arriveremo al punto di partenza 
E conosceremo il luogo per la prima volta.

                               (Little Gidding di T.S.Eliot)

 

 

Ho attraversato i continenti 
Per vedere il più alto dei mondi 
Ho speso una fortuna
Per navigare sui sette mari
E non avevo avuto il tempo di notare 
A due passi dalla porta di casa 
Una goccia di rugiada su un filo d’erba.

                                    (Rabindranath Tagore)

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