30 luglio 2011 6 30 /07 /luglio /2011 10:20

In molti sono dell’idea, anche se non lo ammettono pubblicamente, che la Chiesa non abbia nessun motivo di esistere. Gesù era della stessa opinione; scrittori e studiosi ripetono quanto la parola di Gesù sia stata stravolta per le convenienze politiche di Costantino dando una svolta drastica alla direzione dell’umanità, di cui ancora oggi se ne pagano a caro prezzo le estreme conseguenze. 

 

Gesù, in realtà, ha sempre voluto mantenere totale libertà nel modo di adorare Dio. In Giovanni 4, 19-26, quando la samaritana gli domanda in quale luogo debba adorare Dio, Gesù le risponde: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità.

 

Con questa risposta – sostiene l’Abbè Pierre in un suo scritto – Gesù libera l’uomo dalla tutela abusiva delle istituzioni religiose per condurlo a un rapporto personale, a una comunione particolare con l’Eterno. Ciò che conta, dice in sostanza a questa donna, non è rendere culto a Dio in un luogo o nell’altro, in una maniera o nell’altra, seguendo l’una o l’altra tradizione religiosa, ma entrare in contatto con Lui attraverso una preghiera personale, in un’unione che non vuole affatto dire alienazione. Come già alcuni profeti di Israele, Gesù dimostra quanto possa essere vuota la pratica comunitaria non vivificata dalla fede amorevole di ciascun credente. Egli riabilita la persona all’interno della comunità. Rimanda l’uomo alla sua coscienza personale più che alle norme sancite dalla tradizione, talvolta protettive, talvolta soffocanti. Che rivoluzione!

 

E' ancora troppo precoce il pensiero di una Umanità liberata dall'idea di dio. L'alternanza di un ristrettissimo numero di valorosi che tenta di generare un'ermeneutica meno faziosa è poca cosa rispetto all'imponenza di un'organizzazione in grado di garantire privilegi a chi ne voglia appartenere senza fare troppe domande. E' facile credere a qualunque cosa, quando conviene.

 

Solo la fertilità di menti libere potrà consentire di ritenere deleteria ed inutile una struttura che pompa, da quando esiste, l'idea di forze spirituali intelligenti di cui essa sola è tramite autorizzato.

 

(heidi)

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Published by Maurizio Fiumara - in studi e ricerche
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SCUSATE PER LA PUBBLICITA' MA I PAGLIACCI DI OVER-BLOG 

SI RITENGONO LIBERI DI FARE QUELLO CHE VOGLIONO,

IN DEROGA ALLE REGOLE PRESTABILITE.


IL MIO NUOVO BLOG "LA TALPA E LA CIVETTA" LO TROVATE

LINKATO NELLA MIA BIO

 

 

 

 

 

“Quando considero la breve durata della mia vita, sommersa nell’eternità 

che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e financo che vedo, 

inabissato nell’infinita immensità degli spazi che ignoro e che m’ignorano, 

io mi spavento e stupisco di trovarmi qui piuttosto che là, non essendoci 

nessuna ragione perchè sia qui piuttosto che là, oggi piuttosto che domani. 

Chi mi ci ha messo? Per ordine e per opera di chi questo luogo e questo 

tempo furon destinati a me?"


(da Pensieri, Blaise Pascal)

 

 

 

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 La talpa e la civetta

Tutti gli uomini nascono aristotelici o platonici: le opinioni e le interpretazioni difficilmente interesseranno i primi, i fatti e le dimostrazioni non convinceranno mai i secondi.
(Conversazione a tavola di S.T. Coleridge).

 

Ma se i buoi, i cavalli e i leoni avessero mani o potessero dipingere e compiere quelle opere che gli uomini compiono cone le mani i cavalli dipingerebbero immagini degli Dèi simili ai cavalli, i buoi simili ai buoi, e plasmerebbero i corpi degli degli Dei simili all'aspetto che ha ciascuno di essi.                                 (Senofane)

 

Non cesseremo di esplorare 
E alla fine di tutto il nostro esplorare 
Arriveremo al punto di partenza 
E conosceremo il luogo per la prima volta.

                               (Little Gidding di T.S.Eliot)

 

 

Ho attraversato i continenti 
Per vedere il più alto dei mondi 
Ho speso una fortuna
Per navigare sui sette mari
E non avevo avuto il tempo di notare 
A due passi dalla porta di casa 
Una goccia di rugiada su un filo d’erba.

                                    (Rabindranath Tagore)

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