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RIFLESSIONI


Di Maurizio Fiumara

Il pontefice dice di essere vicino ai terremotati, con la preghiera. Cosa volere di più!

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Di Maurizio Fiumara

Quando papa Benedetto XVI, nella ricorrenza dello scempio del 24 marzo 1944, avvenuto alle Fosse Ardeatine, parla di “offesa gravissima a Dio”, è evidente il disumano paradosso, a dimostrazione che anche tra i ministri della Chiesa si siano smarriti i veri valori umani, allontanando ancora di più la speranza di poter trovare, un giorno, punti d’incontro tra il pensiero religioso cristiano e gli atti della ragione. L’esistenza di un dio che avesse permesso a quei suoi figli un destino così infausto, nel venire al mondo per essere sacrificati, troppo presto e con un colpo di pistola alla nuca, rispettoso solo del libero arbitrio, esprime inevitabilmente, e proprio al contrario, un’offesa […]

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Di Maurizio Fiumara

Stiamo assistendo ad un m(e)mento delicatissimo nella storia della Chiesa. Una resa dei conti (e dei monsignori) non così accidentale, visto che la saggezza popolare insegna che prima o poi “tutti i nodi vengono al pettine”, “la verità viene sempre a galla”, “le bugie hanno le gambe corte”, “chi semina vento raccoglie tempesta”, “chi la fa l’aspetti”, e “tanto va la gatta al lardo…”, anche se all’ingordigia clericale, più che lo zampino felino è sfuggita la mano nodosa, con la quale ha dimostrato essere capace di tutto… E mentre il pensiero pensante universale si eleva, quello pensato della Chiesa regredisce in azioni die ‘hard’; mentre la riflessione dell’Uomo si dimena, quella della […]

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Di Maurizio Fiumara

L’umana corporeità, osservata nella contestualità di un dio creatore, è logicamente inacettabile visto che la vita eterna, ovvero quel periodo impareggiabilmente più importante sia sotto il profilo temporale che esistenziale, trascorrerebbe come soma pneumatikon (corpo spirituale). La ragionevolezza suggerirebbe la sua inutilità, direttamente a favore del successivo, nonchè definitivo, grado di consapevolezza. Ma c’è chi, su questo tema, invoca il libero arbitrio, cioè l’inevitabilità di vivere una fase corruttibile affinchè l’uomo possa esercitare la propria libertà di scelta. Prospettiva finalistica, e teistica, che dovrebbe necessariamente prevedere un serio impegno da parte di Dio […]

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Di Maurizio Fiumara

Come si spiega che il passato sia pregno di un pullulare di apparizioni di santi, madonne nelle più differenti versioni, addirittura di teofanie, e che oggi, cioè da quando sono possibili le misurazioni, ovvero tests sulla veridicità delle affermazioni metafisiche, il numero delle presunte manifestazioni si sia drasticamente ridotto, residuando soltanto quelle non sottoposte a verifica? Ci sono centinaia di racconti e diecine di libri, editi da case come Edizioni Paoline, SEI, Dehoniane, Mediterranee, per citare solo le maggiori, che raccontano fatti straordinari e di anime venute dall’oltretomba, come fossero fatti della natura, anche piuttosto frequenti. Mi domando perchè questa […]

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Di Maurizio Fiumara

Dio dovrebbe essere di tutti, nello spazio e nel tempo, come pure la sua conoscenza ontologica attraverso la Bibbia. Anche se pare non essere la priorità del Sacro Testo, il cui linguaggio evidenzia una comunicazione faticosa, arcaicità delle categorie e abbondanza di contraddizioni autoconfinandosi, per forza, temporalmente, malgrado l’onnipresenza di chi, per difenderne la causa, afferma recisamente il contrario. L’assolutezza del messaggio dovrebbe prescindere dal momento scelto per le diverse forme usate al suo perfezionamento; la consegna delle tavole della legge in un certo momento storico (se questo è avvenuto) e la comparsa del Figlio di Dio in una certa epoca (se mai è […]

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Di Maurizio Fiumara

Con il 1947 nasce la fisica virtuale, anche se già nel XVII secolo, con il Meccanicismo, si fanno supposizioni su elementi della materia che di fatto non possono essere osservati: gli atomi. Quindi scienza non solo in grado di stabilire regole attraverso l’osservazione diretta di un oggetto, ma di creare leggi attendibili anche e soltanto sull’esplorazione degli effetti prodotti da un oggetto non percepito, le cui esistenza e natura sono solo supposte. Anche quando si parla del divino parliamo di qualcosa che si suppone esista, ma che i nostri sensi non percepiscono (non abbiamo una sua foto, un odore, una consistenza materiale) insomma, nulla di concreto, solo le possibili conseguenze. […]

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Di Maurizio Fiumara

Perchè da quando esiste l'uomo pensante si parla di dio o di dei? E' un'esigenza innata a cui nessuno può sfuggire, è utile per l'efficienza del genere umano, o semplicemente è un pensiero imposto? Oggi in molti rispondono che se imposizione c'è stata è una questione passata; ora si è liberi di scegliere se credere in un dio trascendente, panteistico o in una carota. Vero è che col Concilio di Trento (1545 - 1563) chi non si allineava alla Chiesa e dimostrava di avere una testa che tentava di ragionare veniva messo al rogo (G. Bruno) o doveva abiurare e starsene ai domiciliari (G. Galilei). Ma anche oggi se non dimostri (è sufficiente ufficialmente!) di credere in un dio, la tua vita […]

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 La talpa e la civetta

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Tutti gli uomini nascono aristotelici o platonici: le opinioni e le interpretazioni difficilmente interesseranno i primi, i fatti e le dimostrazioni non convinceranno mai i secondi.
(Conversazione a tavola di S.T. Coleridge).

 

Ma se i buoi, i cavalli e i leoni avessero mani o potessero dipingere e compiere quelle opere che gli uomini compiono cone le mani i cavalli dipingerebbero immagini degli Dèi simili ai cavalli, i buoi simili ai buoi, e plasmerebbero i corpi degli degli Dei simili all'aspetto che ha ciascuno di essi.                                 (Senofane)

 

Non cesseremo di esplorare 
E alla fine di tutto il nostro esplorare 
Arriveremo al punto di partenza 
E conosceremo il luogo per la prima volta.

                               (Little Gidding di T.S.Eliot)

 

 

Ho attraversato i continenti 
Per vedere il più alto dei mondi 
Ho speso una fortuna
Per navigare sui sette mari
E non avevo avuto il tempo di notare 
A due passi dalla porta di casa 
Una goccia di rugiada su un filo d’erba.

                                    (Rabindranath Tagore)

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