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“Idea di dio” come variabile plausibile

Con il 1947 nasce la fisica virtuale, anche se già nel XVII secolo, con il Meccanicismo, si fanno supposizioni su elementi della materia che di fatto non possono essere osservati: gli atomi.

Quindi scienza non solo in grado di stabilire regole attraverso l’osservazione diretta di un oggetto, ma di creare leggi attendibili anche e soltanto sull’esplorazione degli effetti prodotti da un oggetto non percepito, le cui esistenza e natura sono solo supposte.


Anche quando si parla del divino parliamo di qualcosa che si suppone esista, ma che i nostri sensi non percepiscono (non abbiamo una sua foto, un odore, una consistenza materiale) insomma, nulla di concreto, solo le possibili conseguenze.

Ma, mentre la percezione sensoriale di un dio potrebbe non essere cosa importante, fondamentali per la comprensione sono le sue realizzazioni. E’ con queste che l’Uomo deve fare i conti. E su questo piano cominciano le contraddizioni.


L’analisi empirica dell’atomo, gli esperimenti sulla materia, l’osservazione dei risultati portano sempre verso conseguenze replicabili, in qualunque momento da chiunque, quella del divino no. Anzi, l’osservazione fenomenologica immanente condotta scientificamente o attraverso la Ragione porta più facilmente ad una clamorosa assenza/esigenza del trascendente, piuttosto che ad una sua conferma, tanto meno ad una concezione teistica.

E’ facile pensare, dunque, che dalla comprensione della propria finitezza, l’essere umano abbia inevitabilmente bisogno di un benchmark, cioè di un modello di confronto per misurare lo scostamento dalla perfezione anelata, dal suo ideale bramato ed irrangiungibile, da un dio, appunto.


L’idea di un dio come esigenza (acquisita), dovuta ai limiti della sensibilità, cioè all’insufficienza dei sensi nel comprendere ciò che è nascosto nella natura, regolatrice passiva dei comportamenti e delle tendenze degli uomini risulterebbe efficace tanto quanto l’effettiva esistenza di un principium universitatis che governa l’universo; parafrasando Ludwig Feuerbach, “Non è Dio che crea l’uomo, ma l’Uomo che ha creato l’idea di Dio”.

E ancora una volta, come nel caso della mortalità dell’anima, l’uomo sarebbe in grado di condurre un’esistenza retta, anche sostituendo nella funzione della Vita la variabile “dio” con “idea di dio”.


Apparentemente un dettaglio, ma questa circostanza, opportunamente ufficializzata, produrrebbe vantaggi pantagruelici ed una serie di effetti a cascata che darebbero una nuova faccia al mondo e alla sua cultura: primariamente la superfluità della Chiesa e delle gerarchie omologhe, che le condurrebbe alla loro naturale rimozione, con la conseguente soppressione della loro ingerenza nelle scelte politiche addirittura su pure opinioni religiose come l’indissolubilità del matrimonio o la sacralità della vita dell’embrione, la secolarizzazione dei beni ecclesiastici a vantaggio del circuito economico, e la comparsa di uno stato più laico, quindi più libero, come vagheggiato da Arminiani ed Erastiani nel ‘600, che non subirebbe più condizionamenti nè forzature, col risultato di ottenere un’umanità più concreta, forse più solidale, e certamente meno credulona.

 

(heidi)

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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P
<br /> <br /> dio è misericordioso (Es 34,6; Deu 4,31; Tob 3,11)<br /> <br /> <br /> dio e onnisciente (Gio 37,16; Baruc 3,32; 1Sam 2,3)<br /> <br /> <br /> dio è onnipotente (Gen 17,1; Gen 28,3; Gen 35,11)<br /> <br /> <br /> dio è buono (dove per buono si intende che desidera solo il bene. E dove per Bene si considera l'istinto umano alla salvaguardia della propria specie -in generale-, ed alla salvaguardia della<br /> propria famiglia -in particolare-, e più esteso il termine comprende anche la salvaguardia delle specie animali e vegetali e infine del resto dell'universo).<br /> <br /> <br /> Tesi:<br /> <br /> <br /> assumendo l'assioma lapalissiano che nel mondo c'è il male -ovvero il non bene, perciò qualcosa che dio non desidera- si arriva alla conclusione ovvia che dio non agisce (completamente) in favore<br /> del bene. Perchè?<br /> <br /> <br /> le conclusioni possibili sono:<br /> <br /> <br /> dio non sa del male (nel qual caso non è onnisciente)<br /> <br /> <br /> dio non può annullare il male (ovvero non è onnipotente)<br /> <br /> <br /> dio non vuole annullare il male ( perciò non è misericordioso)<br /> <br /> <br /> a dio va bene così (quindi non è buono)<br /> <br /> <br /> in ognuno dei precedenti casi l'ipotesi è smentita, perciò:<br /> <br /> <br /> DIO NON PUÒ ESISTERE c.v.d.<br /> <br /> <br /> (questa dimostrazione però prova solo che non esiste il dio cristiano ed ebraico. É possibile infatti secondo questa dimostrazione che esista un dio non buono, o non misericordioso, o non<br /> onnisciente, o non onnipotente che ci ha creati per passatempo)<br /> <br /> <br /> <br />
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A
<br /> <br /> Come si fa a credere ad un Dio onnipotente e buono che lascia che il mondo vada<br /> come attualmente sta andando? E non mi si venga a dire che le sofferenze del mondo sono tutte colpa degli uomini, non sono gli uomini a causare terremoti, tsunami, alluvioni, epidemie, tutte<br /> queste sarebbero create direttamente da Dio che sarebbe pertanto il diretto responsabile della sofferenza e morte di tutti i bambini innocenti che si sono trovati in quel momento proprio sotto la<br /> "benevola volontà di Dio".<br /> Questa cosa, questa palese e lampante evidenza è in assoluta contraddizione con l'idea di un Dio onnipotente e benevolo. Per quanto ci si giri intorno, per quanto ci si possa impegnare, nessuno è<br /> in grado di spiegare perchè un Dio riservi tanta sofferenza ai suoi figli. Non esiste papa, prete, imam, padre pio o altro che possa dare una sopiegazione ragionevole e sensata di questa<br /> contraddizione. Il massimo che si può ottenere è il mitico ed inossidabile "tappabuchi spirituale" che ben si adatta a tutte le occasioni in cui la realtà non è coerente con le bizzarre ipotesi<br /> teiste. Il mitico "tappabuchi spirituale", quello che mette a tacere ogni dissenso, quello che disarma in modo totale il più armato degli atei...... "mistero della Fede".<br /> <br /> <br /> <br />
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