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“Quando considero la breve durata della mia vita, sommersa nell’eternità 

che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e financo che vedo, 

inabissato nell’infinita immensità degli spazi che ignoro e che m’ignorano, 

io mi spavento e stupisco di trovarmi qui piuttosto che là, non essendoci 

nessuna ragione perchè sia qui piuttosto che là, oggi piuttosto che domani. 

Chi mi ci ha messo? Per ordine e per opera di chi questo luogo e questo 

tempo furon destinati a me?"


(da Pensieri, Blaise Pascal)



Di Friedhelm Moser

Quando, nel 1961, Jurij Gagarin tornò dalla sua capatina nello spazio, poté annunciare con umiltà: “Da”, la terra era veramente rotonda. E “njet”, lassù non aveva visto angeli, il cielo era vuoto; a parte qualche stella sparsa, di Dio nessuna traccia. Come se l’ateismo avesse avuto bisogno di ulteriori conferme! Già nel XVIII secolo la religione era stata “smascherata” dagli illuministi francesi come un’opera raffazzonata del clero parassita. Per gli strati sociali colti era un fatto ovvio che i preti e gli sciamani di tutto il mondo usassero Dio come un fantoccio per intimidire il popolo e conservare i propri privilegi. Nel 1794, sull’onda della Rivoluzione, il cristianesimo venne […]

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Di Samuel Beckett

"Chissà che cosa faceva Dio prima della creazione."

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Di Maurizio Fiumara

Il pontefice dice di essere vicino ai terremotati, con la preghiera. Cosa volere di più!

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Di M. Hack

‎"Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso"

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Di Polibio

Il carattere per il quale a mio giudizio l’Impero romano è superiore a tutti gli altri, è la religione che vi si pratica. Ciò che in altre nazioni sarebbe considerato riprovevole superstizione, qui a Roma costituisce il cemento dello stato. Tutto ciò che ad essa attiene è rivestito di tale pompa e a tal punto condiziona la vita pubblica e privata, che niente potrà mai farle concorrenza. Credo che il governo l’abbia fatto apposta, per le masse. Non sarebbe necessario, se un popolo fosse composto esclusivamente di gente illuminata; ma per le moltitudini, che sono sempre ottuse e facili alle cieche passioni, è bene che ci sia almeno la paura a tenerle a freno. (Grecia, ca 206 a.C. - 124 a.C.)

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Di Maurizio Fiumara

In molti sono dell’idea, anche se non lo ammettono pubblicamente, che la Chiesa non abbia nessun motivo di esistere. Gesù era della stessa opinione; scrittori e studiosi ripetono quanto la parola di Gesù sia stata stravolta per le convenienze politiche di Costantino dando una svolta drastica alla direzione dell’umanità, di cui ancora oggi se ne pagano a caro prezzo le estreme conseguenze. Gesù, in realtà, ha sempre voluto mantenere totale libertà nel modo di adorare Dio. In Giovanni 4, 19-26, quando la samaritana gli domanda in quale luogo debba adorare Dio, Gesù le risponde: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi […]

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Di Paul-Henri Thiry d’Holbach

Come si è potuti riuscire a persuadere esseri ragionevoli che la cosa più incomprensibile era per essi la più essenziale? Perché sono stati fortemente terrorizzati; perché, quando si ha paura, si cessa di ragionare; perché sono stati esortati soprattutto a diffidare della loro ragione; perché, quando il cervello è turbato, si crede a tutto e non si esamina più niente. Ignoranza e paura, ecco i due sostegni di tutte le religioni. L’incertezza in cui l’uomo si trova in rapporto al proprio Dio è precisamente il motivo che lo tiene aggrappato alla sua religione. Finora, ogni religione si è basata soltanto su quelle che in logica si chiamano «petizioni di principio»: si fanno supposizioni […]

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Di Arthur Schopenahuer

Riflettiamo sull'ineguagliabile ingegnosità, che si manifesta nella costituzione e nella struttura degli individui e che si attua con la medesima perfezione in ciascuno di essi; prendiamo infine in considerazione l'incredibile dispendio di forza, di abilità, di prudenza e di attività, che ogni animale deve incessantemente fare nel corso della sua vita. Esaminiamo ora le cose più da vicino: riflettiamo, per esempio, sull'instancabile zelo delle piccole, misere formiche, sulla mirabile e ingegnosa operosità delle api, oppure osserviamo come un necroforo da solo, riesca a sotterrare in due giorni una talpa quaranta volte più grossa di lui, per deporvi dentro le uova e assicurare così il […]

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Di Simone Weil

Io non riconosco alla Chiesa il potere di limitare le operazioni dell’intelligenza e le illuminazioni dell’amore nell’ambito del pensiero.(...) Non le riconosco il diritto di imporre i commenti di cui ella circonda i misteri della fede come se fossero la verità; ancor meno le riconosco il diritto di usare la minaccia e il terrore esercitando, per imporre quella verità, il potere di privare i fedeli dei sacramenti. (da Ultime pagine)

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Di Vasco Rossi

L'uomo non crede più nelle verità eterne perché la scienza dimostra che non lo sono, anzi che valgono solo fino a prova contraria.(...) Ho rispetto per chi ha fede, ma è un'illusione pensare che esista un creatore e che la vita sia un dono. Non per questo va rispettata di meno. L'uomo deve darsi un codice, un sistema di valori basato sul fatto che siamo responsabili di quello che facciamo, errori compresi. (da intervista di Andrea Laffranchi per il Corriere della Sera - 25 marzo 2011)

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Di Maurizio Fiumara

Quando papa Benedetto XVI, nella ricorrenza dello scempio del 24 marzo 1944, avvenuto alle Fosse Ardeatine, parla di “offesa gravissima a Dio”, è evidente il disumano paradosso, a dimostrazione che anche tra i ministri della Chiesa si siano smarriti i veri valori umani, allontanando ancora di più la speranza di poter trovare, un giorno, punti d’incontro tra il pensiero religioso cristiano e gli atti della ragione. L’esistenza di un dio che avesse permesso a quei suoi figli un destino così infausto, nel venire al mondo per essere sacrificati, troppo presto e con un colpo di pistola alla nuca, rispettoso solo del libero arbitrio, esprime inevitabilmente, e proprio al contrario, un’offesa […]

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Di Maurizio Fiumara

Il tema dell’omosessualità, di così difficile trattazione, si dibatte da secoli. Ogni epoca ne ha data la propria interpretazione, più sulla base degli umori e dei luoghi comuni che di un’analisi accurata del fenomeno. Ed anche sotto il profilo morale, ogni volta le conclusioni si sono affidate alle convenienze prevalenti. Una rivoluzionaria esegesi, però, dimostrerebbe una strumentale opera di depistaggio, da parte della cristianità, a cominciare dal tredicesimo secolo, capace di creare, sostanzialmente, una marcata distanza tra il plausibile messaggio delle Sacre Scritture e la sua versione ufficiale, che vorrebbe l’omosessualità come pratica dichiaratamente contraria alla volontà di […]

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Di Maurizio Fiumara

E’ un’idea prescritta. Da migliaia di anni l’uomo ha bisogno di credere alla propria immortalità anche se mai è stata confermata da alcuna disciplina competente. E’ un’idea. Dell’Uomo. Non ci sono prove, né scientifiche né razionali. Ciò nonostante, le religioni, e molte filosofie, parlano dell’immortalità della coscienza come di un fatto. Intere culture ne hanno professato il mito. Gli antichi governanti egiziani riempivano le loro tombe “degli agi e dei lussi della vita affinchè il corpo avesse quello che potesse servire quando si fosse riunito con il Ka”, l’anima. Addirittura alcune religioni descrivono come sarà quella nuova forma di consapevolezza, fin nei particolari, senza […]

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Di Maurizio Fiumara

Stiamo assistendo ad un m(e)mento delicatissimo nella storia della Chiesa. Una resa dei conti (e dei monsignori) non così accidentale, visto che la saggezza popolare insegna che prima o poi “tutti i nodi vengono al pettine”, “la verità viene sempre a galla”, “le bugie hanno le gambe corte”, “chi semina vento raccoglie tempesta”, “chi la fa l’aspetti”, e “tanto va la gatta al lardo…”, anche se all’ingordigia clericale, più che lo zampino felino è sfuggita la mano nodosa, con la quale ha dimostrato essere capace di tutto… E mentre il pensiero pensante universale si eleva, quello pensato della Chiesa regredisce in azioni die ‘hard’; mentre la riflessione dell’Uomo si dimena, quella della […]

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Di Maurizio Fiumara

La natura è bella, è nostra madre, noi siamo natura. Fatti, apparentemente ineccepibili. Nelle evidenze, però, la natura non è incantevole e, soprattutto, così madre. Intendo dire, è necessariamente madre perché ci ha generati, ma non anche perché benevola. Infatti non è sua prerogativa proteggere i propri figli. E’ palese come nello svolgimento delle sue funzioni essa tuteli solo se stessa, con meccanismi, tutt’altro che materni o amichevoli, finalizzati a prolungare la propria vita, non curandosi della difesa della singola creatura. Così, quando pensiamo ad essa immaginando un tramonto infuocato in riva al mare, ai cinguettii in un bosco secolare, ai pinguini che giocano sui ghiacciai […]

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 La talpa e la civetta

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Tutti gli uomini nascono aristotelici o platonici: le opinioni e le interpretazioni difficilmente interesseranno i primi, i fatti e le dimostrazioni non convinceranno mai i secondi.
(Conversazione a tavola di S.T. Coleridge).

 

Ma se i buoi, i cavalli e i leoni avessero mani o potessero dipingere e compiere quelle opere che gli uomini compiono cone le mani i cavalli dipingerebbero immagini degli Dèi simili ai cavalli, i buoi simili ai buoi, e plasmerebbero i corpi degli degli Dei simili all'aspetto che ha ciascuno di essi.                                 (Senofane)

 

Non cesseremo di esplorare 
E alla fine di tutto il nostro esplorare 
Arriveremo al punto di partenza 
E conosceremo il luogo per la prima volta.

                               (Little Gidding di T.S.Eliot)

 

 

Ho attraversato i continenti 
Per vedere il più alto dei mondi 
Ho speso una fortuna
Per navigare sui sette mari
E non avevo avuto il tempo di notare 
A due passi dalla porta di casa 
Una goccia di rugiada su un filo d’erba.

                                    (Rabindranath Tagore)

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